Fabrizio De André - Amico fragile

Tutti i testi

Eccomi

Utente: LibertAria
Nome: Valeria Taradash
Giornalista, scrittrice... innamorata della Bosnia da molti anni. Da quando una guerra insensata, giocata troppo vicino a casa mia perché riuscissi a restarne fuori, mi ha portato in questo Paese. La spinta somigliava molto alla curiosità o, più gradevole espressione, al desiderio-bisogno di capire. Crimini troppo grandi e incomprensibili venivano commessi, spesso in nome di un Dio che, come al solito, non c'entrava niente. Non ho saputo restare davanti al televisore a scuotere la testa. Il bisogno di partire si è fatto viaggio, il viaggio si è fatto conoscenza, la conoscenza si è fatta amore, partecipazione e necessità di testimoniare. In passato ho collaborato con TV e radio private. Per la carta stampata ho scritto e tradotto per "Shabab", un bollettino che si occupava di MedioOriente, più precisamente della Palestina. Inoltre ho pubblicato tre libri, due saggi ("La fame nel mondo" e "La nonviolenza") e un romanzo ("Concerto per chihuahua ...e frammenti di stelle ...e altre code"). Oltre all'amore per la scrittura, un'altra passione mi ha accompagnato per tutta la vita, divenendo a periodi una professione: i cani. Allevo cani per hobby e per amore. Anni fa sono stata titolare di una scuola di addestramento all'obbedienza e all'agility. Con i miei amici a quattro zampe mi diverto e lascio che mi dipingano sulla faccia sorrisi di tenerezza uniti a sentimenti di protezione e di condivisione affettiva. Insomma a loro concedo il mio lato "morbido", che altrimenti so nascondere benissimo. Chi mi conosce lo sa...

  • Contattami
  • Il mio profilo
  • Linkami

Archivio

oggi
dicembre 2008
febbraio 2008
febbraio 2006
febbraio 2005
gennaio 2005

Membri

Feeds

  • Powered by Splinder

via del campo

Contatore

visitato *loading* volte

 
domenica, 16 gennaio 2005

 FABRIZIO DE ANDRE'    (1981)   
(L'indiano)

      QUELLO CHE NON HO

Quello che non ho è una camicia bianca

quello che non ho è un segreto in banca

quello che non ho sono le tue pistole

per conquistarmi il cielo per guadagnarmi il sole.

 

Quello che non ho è di farla franca

quello che non ho è quel che non mi manca

quello che non ho sono le tue parole

per guadagnarmi il cielo per conquistarmi il sole.

 

Quello che non ho è un orologio avanti

per correre più in fretta e avervi più distanti

quello che non ho è un treno arrugginito

che mi riporti indietro da dove sono partito.

 

Quello che non ho sono i tuoi denti d'oro

quello che non ho è un pranzo di lavoro

quello che non ho è questa prateria

per correre più forte della malinconia.

 

Quello che non ho sono le mani in pasta

quello che non ho è un indirizzo in tasca

quello che non ho sei tu dalla mia parte

quello che non ho è di fregarti a carte.

 

Quello che non ho è una camicia bianca

quello che non ho è di farla franca

quello che non ho sono le sue pistole

per conquistarmi il cielo per guadagnarmi il sole.

 

Quello che non ho...

 

Testo: F.De Andrè – M.Bubola

Anno di pubblicazione: 1981

CANTO DEL SERVO PASTORE

Dove fiorisce il rosmarino c'e' una fontana scura

dove cammina il mio destino c'e' un filo di paura

qual'è la direzione nessuno me lo imparò

qual'è il mio vero nome ancora non lo so

 

Quando la luna perde la lana e il passero la strada

quando ogni angelo è alla catena ed ogni cane abbaia

prendi la tua tristezza in mano e soffiala nel fiume

vesti di foglie il tuo dolore e coprilo di piume

 

Sopra ogni cisto da qui al mare c'è un po' dei miei capelli

sopra ogni sughera il disegno di tutti i miei coltelli

l'amore delle case l'amore bianco vestito

io non l'ho mai saputo e non l'ho mai tradito

 

Mio padre un falco mia madre un pagliaio stanno sulla collina

i loro occhi senza fondo seguono la mia luna

notte notte notte sola sola come il mio fuoco

piega la testa sul mio cuore e spegnilo poco a poco

 

Testo: F.De Andrè – M.Bubola

Anno di pubblicazione: 1981

FIUME SAND CREEK

Si son presi il nostro cuore sotto una coperta scura

sotto una luna morta piccola dormivamo senza paura

fu un generale di vent'anni

occhi turchini e giacca uguale

fu un generale di vent'anni

figlio d'un temporale

 

C'è un dollaro d'argento sul fondo del Sand Creek

 

I nostri guerrieri troppo lontani sulla pista del bisonte

e quella musica distante diventò sempre più forte

chiusi gli occhi per tre volte

mi ritrovai ancora lì

chiesi a mio nonno è solo un sogno

mio nonno disse sì

 

A volte i pesci cantano sul fondo del Sand Creek

 

Sognai talmente forte che mi uscì il sangue dal naso

il lampo in un orecchio nell'altro il paradiso

le lacrime più piccole

le lacrime più grosse

quando l'albero della neve

fiorì di stelle rosse

 

Ora i bambini dormono sul letto del Sand Creek

 

Quando il sole alzò la testa tra le spalle della notte

c'erano sono cani e fumo e tende capovolte

tirai una freccia in cielo

per farlo respirare

tirai una freccia al vento

per farlo sanguinare

 

La terza freccia cercala sul fondo del Sand Creek

 

Si son presi il nostro cuore sotto una coperta scura

sotto una luna morta piccola dormiamo senza paura

fu un generale di vent'anni

occhi turchini e giacca uguale

fu un generale di vent'anni

figlio d'un temporale

 

Ora i bambini dormono sul fondo del Sand Creek

 

Testo: F.De Andrè – M.Bubola

Anno di pubblicazione: 1981

AVE MARIA (in sardo)

Deus Deus ti salve Maria

chi chi ses de grazia piena

de grazia ses sa ivena

ei sa currente...

ei sa currente... 

 

Su, su Deus onnipotente

cun, cun tegus est istadu

pro chi t'ha preservadu

immaculata

 

Pregade pregade lu a fizzu ostru

chi chi tottu sos errores

a nois sos peccadores

a nos perdone

 

Meda meda grazia a nos done

in vida e in sa morte

e in sa diciosa sorte

in paradisu

 

Testo: canto tradizionale sardo

Anno di pubblicazione: 1981

AVE MARIA (traduzione)

Ave Maria

piena di grazia

tu che di grazie sei sorgente

e fonte d’acqua corrente

 

Dio onnipotente

ti ha visitato

e ti ha conseravato

immacolata

 

Prega tuo figlio

per noi peccatori

che tutti gli errori

ci perdoni

 

Tantissime grazie ci doni

nella vita e nella morte

e un meraviglioso destino

in paradiso

...............................

.............

.................

HOTEL SUPRAMONTE

E se vai all'Hotel Supramonte e guardi il cielo

tu vedrai una donna in fiamme e un uomo solo

e una lettera vera di notte falsa di giorno

e poi scuse e accuse e scuse senza ritorno

e ora viaggi ridi vivi o sei perduta

col tuo ordine discreto dentro il cuore

ma dov'è dov'è il tuo amore, ma dove è finito il tuo amore

 

Grazie al cielo ho una bocca per bere e non è facile

grazie a te ho una barca da scrivere ho un treno da perdere

e un invito all'Hotel Supramonte dove ho visto la neve

sul tuo corpo così dolce di fame così dolce di sete

passerà anche questa stazione senza far male

passerà questa pioggia sottile come passa il dolore

ma dov'è dov'è il tuo cuore, ma dove è  finito il tuo cuore

 

E ora siedo sul letto del bosco che ormai ha il tuo nome

ora il tempo è un signore distratto è un bambino che dorme

ma se ti svegli e hai ancora paura ridammi la mano

cosa importa se sono caduto se sono lontano

perché domani sarà un giorno lungo e senza parole

perché domani sarà un giorno incerto di nuvole e sole

ma dov'è dov'è il tuo amore, ma dove è finito il tuo amore

 

Testo: F.De Andrè – M.Bubola

Anno di pubblicazione: 1981

FRANZISKA

Hanno detto che Franziska è stanca di pregare

tutta notte alla finestra aspetta il tuo segnale

quanto è piccolo il suo cuore e grande la montagna

quanto taglia il suo dolore più d'un coltello, coltello di Spagna

 

Tu bandito senza luna senza stelle e senza fortuna

questa notte dormirai col suo rosario stretto intorno al tuo fucile.

Tu bandito senza luna senza stelle e senza fortuna

questa notte dormirai col suo rosario stretto intorno al tuo fucile

 

Hanno detto che Franziska è stanca di ballare

con un uomo che non ride e non la può baciare

tutta notte sulla quercia l'hai seguita in mezzo ai rami

dietro il palco sull'orchestra i tuoi occhi come due cani

 

Marinaio di foresta senza sonno e senza canzoni

senza una conchiglia da portare o una rete d'illusioni.

Marinaio di foresta senza sonno e senza canzoni

senza una conchiglia da portare o una rete d'illusioni.

 

Hanno detto che Franziska è stanca di posare

per un uomo che dipinge e non la può guardare

filo filo del mio cuore che dagli occhi porti al mare

c'è una lacrima nascosta che nessuno mi sa disegnare

 

Tu bandito senza luna senza stelle e senza fortuna

questa notte dormirai col suo rosario stretto intorno al tuo fucile.

Tu bandito senza luna senza stelle e senza fortuna

questa notte dormirai col suo ritratto proprio sotto il tuo fucile

 

Hanno detto che Franziska non riesce più a cantare

anche l'ultima sorella tra un po' vedrà sposare

l'altro giorno un altro uomo le ha sorriso per la strada

era certo un forestiero che non sapeva quel che costava

 

Marinaio di foresta senza sonno e senza canzoni

senza una conchiglia da portare o una rete d'illusioni.

Marinaio di foresta senza sonno e senza canzoni

senza una conchiglia da portare o una rete d'illusioni

 

Testo: F.De Andrè – M.Bubola

Anno di pubblicazione: 1981

SE TI TAGLIASSERO A PEZZETTI

Se ti tagliassero a pezzetti

il vento li raccoglierebbe

il regno dei ragni cucirebbe la pelle

e la luna tesserebbe i capelli e il viso

e il polline di Dio di Dio il sorriso

 

Ti ho trovata lungo il fiume

che suonavi una foglia di fiore

che cantavi parole leggere, parole d'amore

ho assaggiato le tue labbra di miele rosso rosso

ti ho detto dammi quello che vuoi, io quel che posso

 

Rosa gialla rosa di rame

mai ballato così a lungo

lungo il filo della notte sulle pietre del giorno

io suonatore di chitarra io suonatore di mandolino

alla fine siamo caduti sopra il fieno

 

Persa per molto persa per poco

presa sul serio presa per gioco

non c'è stato molto da dire o da pensare

la fortuna sorrideva come uno stagno a primavera

spettinata da tutti i venti della sera

 

E adesso aspetterò domani

per avere nostalgia

signora libertà signorina fantasia

così preziosa come il vino così gratis come la tristezza

con la tua nuvola di dubbi e di bellezza

 

T'ho incrociata alla stazione

che inseguivi il tuo profumo

presa in trappola da un tailleur grigio fumo

i giornali in una mano e nell'altra il tuo destino

camminavi fianco a fianco al tuo assassino

 

Ma se ti tagliassero a pezzetti

il vento li raccoglierebbe

il regno dei ragni cucirebbe la pelle

e la luna la luna tesserebbe i capelli e il viso

e il polline di Dio

di Dio il sorriso

 

Testo: F.De Andrè – M.Bubola

Anno di pubblicazione: 1981

VERDI PASCOLI

Gli aranci sono grossi

i limoni sono rossi

lassù, lassù nei verdi pascoli

ogni angelo è un bambino

sporco e birichino

lassù, lassù nei verdi pascoli

 

E ora non piangere perché

presto la notte finirà

con le sue perle stelle e strisce

in fondo al cielo

e ora sorridimi perché

presto la notte se ne andrà

con le sue stelle arrugginite

in fondo al mare

 

La radio suona sempre canzoni da ballare

lassù, lassù nei verdi pascoli

niente da scommettere

tutto da giocare

lassù, lassù nei verdi pascoli

 

E ora non piangere perché

presto la notte se ne andrà

con le sue perle stelle e strisce

in fondo al cielo

e ora sorridimi perché

presto la notte finirà

con le sue stelle arrugginite

in fondo al mare

 

Non c'è d'andare a scuola

ti basta una parola

lassù, lassù nei verdi pascoli

c'è carne da mangiare

erba da sognare

lassù, lassù nei verdi pascoli

 

E ora non piangere perché

presto la notte finirà

con le sue perle stelle e strisce

in fondo al cielo

e ora sorridimi perché

presto la notte finirà

con le sue stelle arrugginite

in fondo al mare

 

Gli aranci sono grossi

i limoni sono rossi

lassù, lassù nei verdi pascoli

papà non c'ha da fare

papà ti fa giocare

lassù, lassù nei verdi pascoli

 

E ora non piangere perché

presto il concerto finirà

con le sue perle stelle e strisce

in fondo al cielo

e ora sorridimi perché

presto il concerto se ne andrà

con le sue stelle arrugginite

in fondo al mare

 

Testo: F.De Andrè – M.Bubola

Anno di pubblicazione: 1981

Postato da: LibertAria a 12:50 | link | commenti |
l indiano